Ormoni

Progesterone

Ormone prodotto dalle ovaie dopo l'ovulazione — il primo a diminuire in perimenopausa, con effetti diretti su sonno, ansia e umore.

Il progesterone è un ormone prodotto principalmente dalle ovaie, nella seconda metà del ciclo mestruale — dopo l’ovulazione. Durante la gravidanza viene prodotto dalla placenta; in misura minore, anche dalle ghiandole surrenali e dal cervello.

È spesso definito “l’ormone dell’equilibrio”: bilancia gli effetti degli estrogeni, prepara l’utero alla gravidanza e, attraverso il sistema nervoso, contribuisce alla calma, al sonno e alla stabilità emotiva. È anche il primo ormone a ridursi in perimenopausa — prima e più rapidamente degli estrogeni — ed è per questo che i sintomi della transizione iniziano spesso prima di quanto ci si aspetti.

Perché cala prima degli estrogeni

Con l’avanzare dell’età, le ovaie rilasciano ovociti con meno regolarità. Quando un ciclo non è ovulatorio — cioè quando non avviene l’ovulazione — il progesterone non viene prodotto in quantità significativa. Gli estrogeni, invece, continuano più a lungo. Il risultato è uno squilibrio in cui gli estrogeni restano presenti ma il progesterone scarseggia, con effetti su ciclo, umore e sonno.

C’è anche un legame con lo stress: il progesterone e il cortisolo condividono lo stesso punto di partenza nella loro produzione. Quando lo stress è cronico, il corpo può “dirottare” quelle risorse verso il cortisolo, riducendo la produzione di progesterone. È uno dei motivi per cui le donne in periodi di forte stress spesso notano un peggioramento dei sintomi ormonali — e perché gestire l’asse HPA è rilevante anche per l’equilibrio ormonale.

Gli effetti sul cervello

Quello che rende il progesterone particolarmente interessante è il suo effetto diretto sul sistema nervoso. Nel cervello, viene convertito in un composto chiamato allopregnanolone — una sorta di calmante naturale che potenzia l’azione del principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello, il GABA. È un meccanismo simile a quello di certi farmaci ansiolitici, ma prodotto dall’organismo stesso.

Quando il progesterone è adeguato, dormire è più facile, l’ansia è più gestibile, il sistema nervoso ha una base di calma. Quando cala — come avviene in perimenopausa — questo “freno naturale” si affievolisce. Non è un caso che insonnia, irritabilità e ansia siano tra i primi segnali della transizione, spesso ancora con cicli regolari.

Il progesterone ha anche un ruolo neuroprotettivo: supporta la salute delle cellule nervose e contribuisce a modulare l’infiammazione nel sistema nervoso.

Progesterone bioidentico e progestinici sintetici: una distinzione che conta

Quando si parla di terapia ormonale sostitutiva, è importante distinguere tra il progesterone bioidentico e i progestinici sintetici — due cose molto diverse, spesso confuse.

Il progesterone bioidentico — detto anche micronizzato — è molecolarmente identico a quello prodotto dal corpo. Viene convertito in allopregnanolone nel cervello, mantenendo gli effetti calmanti e neuroprotettivi descritti sopra. I suoi effetti sul sonno e sull’ansia sono ben documentati, e il profilo di sicurezza è considerato favorevole dagli studi più recenti.

I progestinici sintetici sono molecole create in laboratorio che mimano alcuni effetti del progesterone ma non sono identiche ad esso. Non producono allopregnanolone, e alcuni possono avere effetti collaterali su umore, metabolismo e funzione cognitiva che il progesterone naturale non ha.

Lo studio WHI degli anni ‘90 — quello che aveva generato molta preoccupazione sulla terapia ormonale — usava un progestinico sintetico, non progesterone bioidentico. Studi successivi con progesterone micronizzato mostrano profili di sicurezza molto diversi, in particolare per il rischio di tumore al seno e per gli effetti cardiovascolari.

Se stai valutando una terapia ormonale, vale la pena chiedere al tuo medico quale tipo di progesterone è incluso — e discutere insieme le opzioni.