Nutrienti

Collagene

La proteina strutturale più abbondante del corpo — ossa, pelle, tendini, cartilagini. La sua produzione cala con l'età e accelera in menopausa.

Se dovessimo identificare la proteina che tiene insieme il corpo, sarebbe il collagene. È la proteina più abbondante nell’organismo umano — costituisce la struttura portante di ossa, pelle, cartilagini, tendini, legamenti, pareti dei vasi sanguigni e del tessuto connettivo in generale. Senza collagene sufficiente, i tessuti perdono resistenza, elasticità e capacità di rigenerarsi.

Il collagene non è un’unica molecola ma una famiglia di proteine correlate — ne esistono almeno ventotto tipi, ciascuno con una struttura e una localizzazione preferenziale. I tipi più rilevanti in menopausa sono il tipo I (pelle, ossa, tendini), il tipo II (cartilagine) e il tipo III (vasi sanguigni, pelle).

Come viene prodotto

Il corpo produce collagene sintetizzandolo a partire dagli aminoacidi — principalmente glicina, prolina e idrossiprolina. Questo processo richiede vitamina C come cofattore essenziale: senza vitamina C sufficiente, la sintesi di collagene si interrompe. È per questo che la carenza grave di vitamina C — lo scorbuto — si manifesta con la disgregazione dei tessuti connettivi.

La produzione di collagene è massima durante l’adolescenza e inizia a declinare intorno ai 25 anni. Questo declino non è lineare: si accelera marcatamente in menopausa, per ragioni che riguardano direttamente gli estrogeni.

Cosa lo danneggia

Due processi accelerano la degradazione del collagene esistente in modo particolarmente rilevante per le donne over 50.

Il primo è la glicazione — il legame non enzimatico tra zuccheri e proteine che rende le fibre di collagene rigide e fragili invece che flessibili ed elastiche. Un’alimentazione ricca di zuccheri raffinati accelera questo processo, con effetti visibili sulla pelle e meno visibili ma altrettanto reali sulle ossa e le articolazioni. L’entry dedicata alla glicazione proteica approfondisce questo meccanismo.

Il secondo è lo stress ossidativo — i radicali liberi degradano le fibre di collagene e interferiscono con i meccanismi di sintesi. Un’alimentazione ricca di antiossidanti e una riduzione dei fattori che aumentano lo stress ossidativo (fumo, alcol, eccesso di zuccheri) sono tra le strategie più efficaci per proteggere il collagene esistente.

Perché è rilevante in menopausa

Il calo degli estrogeni ha effetti diretti e documentati sulla produzione di collagene. Gli estrogeni stimolano i fibroblasti — le cellule che producono collagene — e riducono l’attività degli enzimi che lo degradano. Con il loro calo, la produzione diminuisce e la degradazione accelera contemporaneamente.

Le stime indicano che nei primi anni dopo la menopausa si perde una quota significativa del collagene cutaneo — un effetto che spiega la rapidità con cui cambia la qualità della pelle in questo periodo. Ma le conseguenze vanno ben oltre l’estetica: la stessa perdita avviene nelle ossa, nelle articolazioni e nei vasi sanguigni, contribuendo alla riduzione della densità ossea, alla rigidità articolare e all’irrigidimento vascolare tipici della postmenopausa.

Supplementazione: cosa sapere

I peptidi di collagene — collagene idrolizzato in frammenti più piccoli — sono la forma di supplementazione con le evidenze più solide. A differenza del collagene intero, i peptidi vengono assorbiti efficacemente nell’intestino e raggiungono i tessuti bersaglio, dove stimolano i fibroblasti a produrre nuovo collagene.

Le fonti principali sono il collagene marino (ricavato dalla pelle del pesce) e il bovino (da pelle e ossa di bovino). Hanno profili di aminoacidi diversi: il marino è particolarmente studiato per la pelle, il bovino per ossa e articolazioni. L’articolo sul confronto tra collagene marino e bovino analizza le differenze in dettaglio.

La vitamina C è indispensabile anche per l’efficacia della supplementazione: assumerla insieme ai peptidi di collagene ottimizza la sintesi endogena stimolata dalla supplementazione.