NAD+
Molecola presente in ogni cellula, essenziale per produrre energia e riparare i danni — i suoi livelli calano significativamente con l'età e la menopausa.
Il NAD+ è una molecola presente in ogni cellula del corpo con due funzioni fondamentali: aiuta a trasformare il cibo in energia utilizzabile, e attiva i sistemi di riparazione e manutenzione cellulare. È talmente centrale alla vita cellulare che senza di essa le cellule smettono di funzionare.
Per molti anni il NAD+ è stato considerato principalmente una molecola “metabolica” — un ingranaggio nella produzione di energia. Negli ultimi vent’anni la ricerca ha rivelato qualcosa di più interessante: i livelli di NAD+ determinano anche l’attività delle sirtuine, un gruppo di enzimi che regolano l’invecchiamento cellulare, la risposta allo stress e la riparazione del DNA. Più NAD+ è disponibile, più le sirtuine possono lavorare. Meno ce n’è, più queste protezioni si affievoliscono.
Cosa fa concretamente
La prima funzione del NAD+ è energetica: partecipa ai processi con cui i mitocondri convertono nutrienti in energia. Quando i livelli di NAD+ sono adeguati, le cellule producono energia in modo efficiente. Quando scendono, la produzione rallenta — e questo si traduce spesso in quella sensazione di stanchezza persistente e difficoltà di concentrazione che molte donne riconoscono nella postmenopausa.
La seconda funzione è protettiva. Le sirtuine — in particolare SIRT1 — usano il NAD+ come “carburante” per svolgere il loro lavoro: rimuovere segnali di stress dalle proteine, silenziare geni legati all’infiammazione, e coordinare i processi di riparazione del DNA. Se il NAD+ scarseggia, le sirtuine restano inattive anche quando tutto il resto è a posto.
C’è anche un terzo ruolo, meno noto ma importante: il NAD+ alimenta i meccanismi di riparazione del DNA che intervengono ogni volta che una cellula subisce un danno. Un consumo costante, che compete con le altre funzioni — ed è una delle ragioni per cui i livelli tendono a esaurirsi più in fretta con l’età.
Perché cala con la menopausa
Con l’avanzare dell’età i livelli di NAD+ diminuiscono naturalmente in tutti, ma nelle donne la menopausa aggiunge un fattore ulteriore. L’infiammazione cronica di basso grado — tipica di questa fase e legata al calo estrogenico — accelera il consumo di NAD+ da parte di enzimi che vengono attivati proprio dall’infiammazione. Il risultato è che le riserve si esauriscono più in fretta, lasciando meno NAD+ disponibile per la produzione di energia, per le sirtuine e per la riparazione cellulare.
Questo meccanismo è considerato uno dei contributori biologici alla senescenza cellulare accelerata in postmenopausa, e spiega perché stanchezza, calo cognitivo e ridotta capacità di recupero siano così comuni in questa fase.
Come sostenere i livelli di NAD+
L’esercizio fisico regolare — sia aerobico che con resistenza — stimola la capacità delle cellule di riciclare e rigenerare il NAD+. È uno degli effetti meno noti dell’attività fisica, ma non meno reali.
Il digiuno intermittente e la restrizione calorica abbassano i segnali infiammatori che consumano NAD+ in eccesso, lasciando più molecole disponibili per le funzioni protettive. Lo stesso meccanismo spiega parte dei benefici dell’AMPK, il sensore energetico che si attiva durante il digiuno.
Sul fronte alimentare, alcuni alimenti contengono composti che rallentano il consumo di NAD+ da parte degli enzimi infiammatori — tra questi il prezzemolo e la camomilla, ricchi di flavonoidi con questa proprietà.
L’integrazione con precursori del NAD+ — composti come NMN e NR che il corpo usa per produrre NAD+ — è l’approccio più studiato per ripristinare i livelli in modo diretto. È un campo di ricerca in rapida evoluzione, con risultati promettenti negli studi clinici più recenti.