Biochimica

Sinapsi

Il punto di contatto tra due neuroni attraverso cui viaggiano i segnali del cervello — la sua forza e plasticità sono alla base di memoria e apprendimento.

Il cervello è fatto di miliardi di neuroni — cellule nervose che comunicano tra loro attraverso strutture specializzate chiamate sinapsi. Ogni sinapsi è un punto di contatto tra due neuroni: il primo rilascia una sostanza chimica (un neurotrasmettitore), che attraversa un piccolo spazio e raggiunge il secondo neurone, dove viene riconosciuta e tradotta in un nuovo segnale.

È un sistema semplice nel principio, ma straordinariamente raffinato nell’esecuzione. E la cosa più importante da sapere sulle sinapsi è questa: non sono strutture fisse. Si rafforzano, si indeboliscono, si formano di nuove e alcune si eliminano — continuamente, per tutta la vita. È questa capacità di cambiare che rende possibile apprendere, ricordare e adattarsi.

Come si rafforza una sinapsi

Quando due neuroni si attivano ripetutamente insieme, la connessione tra loro si rafforza fisicamente. La sinapsi diventa più efficiente — trasmette il segnale con più facilità e precisione. Questo è il meccanismo con cui il cervello consolida i ricordi: ogni volta che riviviamo un’esperienza o ripetiamo un’informazione, le sinapsi coinvolte diventano letteralmente più forti.

Il contrario è altrettanto vero: sinapsi che non vengono utilizzate si indeboliscono e possono essere eliminate. È un processo di “potatura” che mantiene il cervello efficiente, eliminando le connessioni inutili e liberando risorse per quelle attive.

I recettori NMDA giocano un ruolo centrale in questo processo — sono i “guardiani” della sinapsi, che decidono quando un segnale è abbastanza forte e ripetuto da meritare di essere rinforzato.

Cosa influenza la forza sinaptica

La salute delle sinapsi dipende da diversi fattori che agiscono in modo coordinato.

Il BDNF — una proteina prodotta durante l’esercizio fisico aerobico — è uno dei principali stimolatori della formazione e del rafforzamento delle sinapsi. È il “fertilizzante del cervello”: dove è abbondante, le sinapsi crescono e si consolidano più facilmente.

Gli acidi grassi omega-3, in particolare il DHA, sono componenti strutturali delle membrane dei neuroni. Una membrana più fluida e ricca di DHA trasmette i segnali con maggiore efficienza e risponde meglio agli stimoli di rafforzamento sinaptico.

Il magnesio — specialmente nelle forme che raggiungono il cervello in concentrazioni adeguate — regola direttamente i recettori che controllano il rafforzamento delle sinapsi. Una carenza riduce la precisione di questo processo.

Perché è rilevante in menopausa

Gli estrogeni hanno un effetto diretto e ben documentato sulla struttura delle sinapsi: favoriscono la formazione di nuove connessioni nell’ippocampo, aumentano il numero di punti di contatto tra i neuroni e potenziano la capacità di rafforzamento sinaptico che è alla base della memoria.

Con il calo estrogenico della menopausa, questi effetti si riducono. Gli studi mostrano una diminuzione della densità delle connessioni sinaptiche nell’ippocampo — correlata con i deficit di memoria episodica che molte donne riferiscono in perimenopausa: difficoltà a ricordare nomi, parole, dove si sono lasciate le cose.

Non è dimenticanza “normale” da accettare passivamente. Ha una base biologica precisa — e soprattutto, può essere influenzata.

Sinapsi e declino cognitivo

Un dato che dovrebbe essere più conosciuto: la perdita di sinapsi correla meglio con il declino cognitivo nell’Alzheimer che le placche proteiche o i grovigli nelle cellule nervose. Preservare la salute sinaptica è probabilmente uno degli obiettivi più importanti per la prevenzione cognitiva a lungo termine.

Le strategie che supportano le sinapsi — esercizio fisico regolare, omega-3, magnesio, stimolazione cognitiva, sonno di qualità — non sono semplici buone abitudini. Sono interventi con una base neurobiologica solida, che agiscono su un substrato preciso e misurabile.