Ubiquinolo
La forma attiva del coenzima Q10 — essenziale per la produzione di energia nei mitocondri e come antiossidante cellulare, con livelli che calano con l'età.
Il coenzima Q10 — noto anche come CoQ10 — esiste nel corpo in due forme che si alternano continuamente: l’ubiquinone (la forma ossidata) e l’ubiquinolo (la forma ridotta). L’ubiquinolo è la forma attiva: quella che il corpo utilizza per produrre energia e per proteggere le cellule dai danni ossidativi. Nel sangue di un adulto in salute, la grande maggioranza del CoQ10 circolante si trova in forma di ubiquinolo — un segnale della sua predominanza biologica in condizioni normali.
Cosa fa
L’ubiquinolo svolge due funzioni distinte e complementari.
La prima è energetica: l’ubiquinolo è un componente essenziale della catena di produzione di energia nei mitocondri. Funziona come un corriere — raccoglie elettroni da una fase del processo e li porta alla successiva, permettendo alle cellule di convertire il cibo in energia utilizzabile. Senza CoQ10 in quantità sufficiente, i mitocondri lavorano in modo meno efficiente.
La seconda è antiossidante: nelle membrane cellulari, l’ubiquinolo neutralizza i radicali liberi che potrebbero danneggiare i grassi che compongono le membrane stesse. È uno dei pochi antiossidanti prodotti direttamente dall’organismo — a differenza della vitamina C o E, che dobbiamo ottenere dall’alimentazione. Contribuisce anche a rigenerare la vitamina E dopo che questa ha svolto la sua funzione antiossidante, creando un sistema di protezione sinergico.
Perché invecchiando conta sempre di più
Con l’avanzare dell’età, il corpo produce meno CoQ10 — e parallelamente diventa meno efficiente nel convertire la forma supplementata (ubiquinone) nella forma attiva (ubiquinolo). Nelle donne in postmenopausa, la perdita del supporto estrogenico alla funzione mitocondriale aggrava ulteriormente questo declino.
La conseguenza pratica è che nelle donne over 50 la supplementazione diretta con ubiquinolo — la forma già attiva, che non richiede conversione — produce livelli nel sangue significativamente più elevati rispetto alla stessa quantità di ubiquinone. Studi farmacocinetici documentano una biodisponibilità superiore dell’ubiquinolo rispetto all’ubiquinone nelle persone più anziane.
Questo ha rilevanza concreta: la stanchezza persistente, la difficoltà di recupero dopo l’esercizio fisico e la ridotta efficienza mitocondriale tipiche della postmenopausa possono in parte riflettere livelli insufficienti di CoQ10 attivo nei tessuti.
Cosa considerare nella scelta
L’ubiquinolo è chimicamente meno stabile dell’ubiquinone: si ossida facilmente se esposto ad aria e luce, tornando alla forma inattiva prima ancora di essere assorbito. I produttori di qualità utilizzano tecnologie di protezione specifiche per preservare la forma ridotta fino all’assunzione — un aspetto da considerare nella scelta del prodotto.
Le fonti alimentari di CoQ10 includono carne, pesce grasso, noci e cereali integrali, ma le quantità presenti negli alimenti sono generalmente troppo piccole per influenzare in modo significativo i livelli tissutali, specialmente nelle persone over 50 con una capacità di conversione ridotta.
Come sempre, prima di iniziare un’integrazione — specialmente in presenza di terapie in corso, tra cui alcune per il cuore o il colesterolo che possono influenzare i livelli di CoQ10 — è utile confrontarsi con il proprio medico.